Incidenti mortali in agricoltura, grave peso sociale. Intervista alla responsabile INAIL di Benevento

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E' di appena due giorni fa l'ennesimo incidente mortale in agricoltura. Purtroppo le cronache di fatti analoghi sono ancora troppo frequenti e lo scenario è spesso simile, quello del trattore che si ribalta e il guidatore che rimane schiacciato.

Sono ancora tantissimi i casi di morte che riguardano il mondo del lavoro e uno tra i settori più colpiti, è senza dubbio quello agricolo. Una delle cause principali di questi incidenti, che spesso provocano la morte, va ricercata nel ribaltamento dei mezzi agricoli. L’investimento, la caduta dal trattore e l’accensione da terra, invece, hanno un' incidenza meno alta, ma sempre importante. Di non secondaria importanza è l’inadeguatezza dei mezzi agricoli, spesso troppo vecchi e privi della giusta manutenzione. Per avere maggiori informazioni il Quaderno ha intervistato la dottoressa Anna Villanova, responsabile Inail di Benevento.

Dottoressa Villanova, quali sono le condizioni di maggiore criticità nel lavoro agricolo?

Purtroppo, nei frequenti incidenti in agricoltura, spesso anche mortali - come nel caso che si è verificato qualche giorno fa - una delle cause va ricercata nelle macchine, spesso non a norma. Nel caso specifico, la vittima, probabilmente, non aveva il roll-bar (una sbarra che costituisce un dispositivo di sicurezza ndr). Con questo sistema, almeno da quello che si può vedere dalle foto sui giornali, il trattore, forse, non si sarebbe completamente ribaltato.

Cosa riesce a fare l'INAIL per la prevenzione?

Per quanto riguarda l’agricoltura, il compito di vigilanza spetta all’Asl. Noi abbiamo sempre svolto attività di sensibilizzazione. A tale proposito vi sono dei bandi specifici destinati all’agricoltura. Nel 2014, in particolare, sono stati elargiti dei piccoli finanziamenti per l’adeguamento delle macchine agricole. In Italia abbiamo 25 milioni di euro investiti. Quasi 5 milioni, invece, sono quelli destinati in Campania per lo svezzamento del parco macchine. Nella nostra regione il finanziamento è il più alto, poiché si tiene conto della gravità degli infortuni e del parco macchine, che è tra i più vecchi d’Italia.

Ci può dare qualche dato statistico sugli infortuni in agricoltura a Benevento?

A Benevento, nel 2015 ci sono stati 307 infortuni, contro i 351 del 2016. Il dato nazionale, invece, è in diminuzione. Nel quinquennio 2011-2015, nel settore dell’agricoltura si è registrata una diminuzione del fenomeno infortunistico. Si è passati dalle oltre 47000 denunce, alle 38000 del 2015. In questo quinquennio abbiano avuto oltre il 19% di denunce in meno. Tengo a precisare, però, che molti decessi non vanno associati alle statistiche Inail. I nostri, sono dati che si riferiscono a decessi di persone tutelate, dove l’agricoltura costituisce il lavoro principale. Per quanto concerne le aziende, dal 2015 al 2016, gli addetti sono passati da 843000 a 884000.

Nel settore, vi sono altri tipi di rischi specifici oltre gli incidenti con i mezzi agricoli? 

Certo, abbiamo le malattie professionali, per le quali abbiamo attivato alcune iniziative e ci stiamo muovendo anche a livello nazionale. Si tratta di malattie muscolo-scheletriche, per le quali sono partiti dei controlli lungo tutto il territorio. Determinati tumori non sono stati mai ricondotti a questo tipo di malattie. Ad esempio, negli anni novanta, chi ha usato particolari prodotti, che oggi non sono più utilizzati, potrebbe avere l’insorgenza di malattie professionali che, generalmente, i medici di famiglia non ricollegano al lavoro.

Gli infortuni hanno anche un impatto sociale, vero?

Certamente, innanzitutto dal punto di vista delle cure sanitarie. Gli infortuni, infatti, hanno un costo sociale elevatissimo, soprattutto nel caso dei grandi infortuni. Diminuire gli incidenti, limitare i rischi, è quindi un interesse prioritario anche dell’Europa. Motivo per cui esiste una politica di forte incentivazione alla prevenzione.

Cosa si sta facendo a livello provinciale?

A livello provinciale stiamo elaborando alcune strategie. L’intenzione dell’Inail è anche quella di favorire sempre un maggiore ritorno all’agricoltura. Naturalmente, nell’ambito di quelle che sono le politiche europee di sviluppo. Nel Sannio i risultati si stanno vedendo, grazie anche alla collaborazione delle varie parti sociali, delle associazione di categoria dei coltivatori, dei lavoratori agricoli e degli agronomi.

Carmen Camarca

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