Mastella rifiuta beni confiscati a Ciotta perche' non idonei, Altrabenevento chiede spiegazioni

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Beni confiscati a Giuseppe CiottaBeni confiscati a Giuseppe Ciotta

Non si placa la polemica legata al rifiuto da parte del Comune di Benevento all'assegnazione dei beni confiscati a Giuseppe Ciotta.

Con una nota stampa, corredata da immagini fotografiche, l'Associazione Altrabenevento chiede spiegazioni al sindaco Mastella in merito al rifiuto del Comune all'assegnazione da parte dell'Agenzia dei Beni Confiscati di una proprietà industriale in contrada Olivola.

"Nell'estate del 2017 - si legge nel comunicato firmato da Gabriele Corona, presidente di Altrabenevento - dopo aver contestato la decisione dell'Asia di organizzare la trasferenza dei rifiuti in una proprietà della famiglia Barretta-Porcelli nella zona industriale di Ponte Valentino, proponemmo all'amministrazione comunale di chiedere all'Agenzia per i Beni Confiscati l'assegnazione di una grossa proprietà industriale in contrada Olivola.

Si tratta di alcuni grandi capannoni, una palazzina e diverse costruzioni più piccole tutte in una grande area completamente recintata sequestrati dalla magistratura su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia a Giuseppe Ciotta, detto "Baffo di Ferro" affiliato alla camorra.

Ad aprile di quest'anno il sindaco Mastella ha annunciato l'assegnazione del bene al Comune di Benevento, precisando che l'utilizzo di quel patrimonio sottratto alla malavita "rappresenta una operazione di legalità ma anche di carattere economico" perchè i capannoni e la palazzina sono idonei alle attività dell'Asia. Per tanto sarebbe stato possibile risparmiare i tanti soldi oggi spesi per fitto degli uffici e dei locali di via Ponticelli.

Qualche giorno fa cioè dopo un mese dal trionfale annuncio, lo stesso Mastella dichiara che ora quei beni non sono più idonei perchè sarebbero stati devastati.Questa dichiarazione è davvero sorprendente! Siamo tornati ieri in contrada Olivola ed abbiamo di nuovo fotografato da diverse angolazioni i beni di proprietà Ciotta all'interno della grande area recintata.

Nel confrontare le foto dell'estate 2016 con quelle scattate ieri si nota che i capannoni e la palazzina sono nello stesso stato d'integrità; solamente le piccole strutture addossate alla recinzione presentano modifiche forse oggetto di vandalismo. Si nota invece distintamente che alcuni grandi silos sono stati smontati e attualmente collocati su un terreno in contrada Olivola a breve distanza dai beni confiscati a Ciotta. Non si evidenziano affatto le devastazioni che secondo il sindaco Mastella non renderebbero utilizzabile quel bene.

E' necessario - conclude Corona - un chiarimento da parte del sindaco e da parte dell'agenzia dei Beni Confiscati: chi e quando avrebbe riscontrato differenze profonde tra estate-autunno 2017 ed oggi? E' mai possibile che un bene confiscato alla camorra viene abbandonato a se stesso, senza tutela e quindi devastato? E di chi sarebbero le responsabilità?"



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