Napoli. Associazione a delinquere per violazione della normativa fiscale: sequestrati beni per 60 milioni di euro

17:48:38 4301 stampa questo articolo
Operazioni di bunkeraggio (foto di archivio)Operazioni di bunkeraggio (foto di archivio)

Misure cautelari personali e sequestri di beni per  diverse decine di milioni di euro nei confronti dei componenti di un'organizzazione criminale operante nel settore del commercio di prodotti petroliferi.

Associazione per delinquere, falso in atto pubblico, istigazione alla corruzione e violazioni alla normativa fiscale sono i reati contestati ai quattro indagati sottoposti all'ordinanza di misura cautelare con l’obbligo di dimora. L’operazione s'inquadra in una più ampia indagine volta a disarticolare una consorteria delinquenziale che aveva ideato un complesso e collaudato meccanismo illecito preordinato alla realizzazione di una molteplicità di falsi in atto pubblico (nello specifico documentazione doganale) a sua volta finalizzata a conseguire indebiti vantaggi di natura fiscale, talvolta perpetrata anche con la compiacenza di pubblici funzionari e comunque mediante istigazione alla corruzione di qualche funzionario.

Gli schemi fraudolenti posti in essere hanno determinato, negli anni dal 2011 al 2014, mancati introiti erariali che ammontano in totale ad oltre 20 milioni di euro, tenuto conto complessivamente di tutti i comparti impositivi evasi. I sequestri eseguiti oggi  nei confronti delle persone fisiche e delle società coinvolte nel complesso meccanismo illecito, hanno ad oggetto una consistente parte dei profitti illeciti, per un importo di oltre 9 milioni e mezzo di euro. Sono state inoltre sequestrate le attrezzature, gli automezzi aziendali e tutti gli altri beni strumentali che sono serviti o sono stati destinati a perpetrare le condotte delittuose e a portare a termine il disegno criminoso, il cui valore si aggira intorno ai 50 milioni di euro.

L’attività investigativa condotta dalla Guardia di Finanza ha consentito di accertare come il sodalizio avesse fraudolentemente documentato fittizie operazioni di bunkeraggio (ovvero operazioni di approvvigionamento di prodotti energetici per la navigazione marittima non da diporto) al solo scopo di sfruttare le agevolazioni impositive riconosciute a questa specifica tipologia di rifornimento di carburante, che essendo assimilata alle cessioni per l’esportazione, gode di una totale esenzione impositiva da accisa ed IVA.

I finanzieri del Nucleo PT di Napoli hanno accertato l’artificiosità delle operazioni di bunkeraggio, dato che nella gran parte dei casi i natanti destinatari del prodotto petrolifero non risultavano essere ormeggiati in porto oppure, se presenti, non risultavano essere gli effettivi destinatari del gasolio, che, diversamente, veniva movimentato in contrabbando, con la collaborazione di vari autotrasportatori, verso impianti di stoccaggio nazionali.

Sotto un altro aspetto, il sodalizio criminale, con il ricorso a fittizia documentazione "di copertura" e all’interposizione di società "cartiere”, si è artatamente approvvigionata di ingenti partite di olio lubrificante da Paesi d'oltralpe, avvalendosi indebitamente del regime di sospensione impositiva riconosciuto ai depositi fiscali. In realtà, il prodotto petrolifero veniva "dirottato” su altri soggetti facenti parte della consorteria criminale, consentendo l’immissione in commercio di gasolio ottenuto dalla miscelazione dello stesso olio lubrificante di contrabbando proveniente dall’estero.



Articolo di Napoli / Commenti