Nella Legione Straniera globalizzazione d’un mito
17:10:45 663“Legio patria nostra” dice un motto della Legione straniera, il più famoso corpo militare volontario d’Europa. Adesso anche i cinesi possono pronunciarlo. Vuoi internet, vuoi la globalizzazione, ormai gli asiatici hanno invaso pure la Legione straniera. Merito (o colpa?) del trionfante sito web tradotto in 13 lingue - www.legionetranger.com; della ghiotta opportunità di diventare cittadini francesi dopo tre anni di servizio; della paga di circa mille euro al mese; della possibilità di troncare col passato e arruolarsi con un’identità “fittizia”. Non importa chi sei, da dove vieni e cosa hai fatto prima: basta superare i test e non avere grane con l’Interpol. La selezione è dura - su 7-8 mila candidati solo un migliaio ce la fanno - ma il grado di “legionnarie” è il massimo per chi cerca una seconda chance. Un po’ di storia: fondata nel 1831 da Luigi Filippo, la Legione è ricca di gloriose vittorie e sanguinose sconfitte. Nel 1863 duemila membri delle forze indipendentiste messicane attaccarono un piccolo distaccamento di una sessantina di legionari: prima di finire tutti massacrati riuscirono a uccidere 300 dei loro assalitori. Quasi un secolo dopo, nella drammatica battaglia di Dien Bien Phu (primavera 1954), i legionari si opposero fino all'ultimo attacco delle truppe vietnamite guidate dal generale Giap: tentando di aprirsi un varco verso la giungla, alla fine morirono tutti. Quando sfilano sugli “Champs Elysees”, i soldati vestiti di bianco sono sempre i più applauditi. Oggi la Legione conta 8 mila uomini, un terzo dei quali vengono dall’Europa centro-orientale e un quarto dall’America latina. Solo il 38 per cento sono nati in Francia. La percentuale dei pronipoti di Confucio ha avuto un boom e supera l’8 per cento. I “legionnarie” sono presenti tra le forze internazionali in Libano, ad Haiti (dove due anni fa ha perso la vita l’ultimo legionario in un’operazione militare), in Costa d'Avorio, in Kosovo e in altre località non proprio tranquille del pianeta. Non è vero che prendono cani, porci e i rifiuti della società. Difatti “la presentazione di documenti non è obbligatoria ma consigliata”. Il potere della comunicazione è anche questo.
Alessandro Scipione

