San Lorenzo Maggiore, il quadro della circoncisione festeggia 400 anni

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San Lorenzo Maggiore, il quadro della circoncisione festeggia 400 anniSan Lorenzo Maggiore, il quadro della circoncisione festeggia 400 anni

L’antico borgo di San Lorenzo Maggiore, tra viuzze, casette arroccate e chiese nascoste, manifesta bellezze artistiche di notevole rilievo, una di queste è il dipinto della Circoncisione. 

Il dipinto, una pala d’altare dipinta con olio su tela (di cm. 171x237) conservata nella Chiesa del Santissimo Nome di Dio,  fu completato il 13 ottobre 1617, quindi esattamente oggi compie 400 anni. L'opera fu commissionata dal clero locale al pittore Sebastiano D’Abicino, di Santa Maria Capua Vetere attivo tra la seconda metà del secolo XVI e la prima metà del secolo XVII, autore di altri importanti dipinti conservati in parrocchia.

L’importanza di questo dipinto, oltre alla datazione e quindi all’antichità, risiede nella singolarità della tematica: infatti è molto raro trovare un dipinto sacro che rappresenti la circoncisione di Gesù e ad essa sia dedicato. La circoncisione del Signore è festeggiata il 2 febbraio, il giorno della cosiddetta “candelora” che ricorda quindi la presentazione di Gesù al tempio dopo quaranta giorni dalla nascita; su quest’ultima si è soffermata la chiesa e per questo la circoncisione non ha avuto lo stesso successo artistico.

La scena del dipinto si svolge all’interno del tempio di Gerusalemme, tempio classico in cui si vedono due nicchie contenenti due statue, forse Mosè ed Elia. La dinamicità e la solennità sono rese perfettamente sia attraverso i ricchi arredi sacri che attraverso la presenza di un gruppo di personaggi che compie il rito e un altro che lo osserva: sembra quasi che lo stesso osservatore partecipi al rito! In alto, al di sotto del lucernario, vi è la parola Jahvè scritta in ebraico, resa evidente poiché attorniata da un radioso sole. Molti hanno notato che nella scritta vi è un errore in quanto l’artista, per la poca conoscenza dell’ebraico, ha ripetuto due volte la stessa semiconsonante wau, mancando lo jod iniziale, quindi scrivendo male. Errore certo perdonabile.

Ritornando alla scena, al centro domina la figura del piccolo Gesù che teneramente si aggrappa al sacerdote che lo sostiene. Sotto l’imponente baldacchino spiccano le figure di San Simeone, sommo sacerdote del tempio che procede alla circoncisione e San Giuseppe con in mano il bastone fiorito che assiste al rito assieme alla Vergine Maria, rappresentata turbata, quasi in ansia per il suo figlio. Sulla tavola sono presenti, oltre gli attrezzi per il rito, anche un libro con scritture latine e due candelabri: sul primo dei due candelabri si trova la data e l’autore del dipinto. Tutto ciò ha permesso di fare chiarezza sul dipinto e, fatto molto raro, di conoscere con esattezza il giorno in cui è stato portato a termine il lavoro così da festeggiarlo in questo quarto centenario.

Alla base del dipinto, estranei alla scena e in atteggiamento di contemplazione, ci sono tre Santi: Sebastiano, Bernardino e Carlo Borromeo. A questo punto è possibile fare una considerazione. A San Lorenzo Maggiore è molto sentito il culto per San Bernardino da Siena il quale, secondo la tradizione, predicò anche ai Laurentini: questi, subito dopo la morte ne stabilirono il culto in paese. San Bernardino fu propagatore della devozione al Nome di Gesù e istituì il sacro Cristogramma JHS (Jesus hominum Salvator).

Se si guarda il dipinto si nota che è perfettamente simmetrica la posizione della scritta in ebraico e della figura di San Bernardino con in mano il Cristogramma. Un dipinto che, conservato nella Chiesa del Santissimo Nome di Dio, vuole mettere in evidenza proprio il nome di Gesù? Sono tanti gli studi da fare prima di giungere a una conclusione; quest’ultima però è affascinante. Secondo alcuni studiosi, inoltre, l’impostazione del dipinto ed in particolare la figura femminile con in mano il paniere colmo d’uova ricordano vagamente la Circoncisione di Aert Mytens conservata all’Aquila.

Quattrocento anni di storia, di arte, di fede e di segreti che stanno venendo alla luce e incuriosiscono il popolo Laurentino, consapevole di possedere un patrimonio storico-artistico prezioso e rilevante.



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