Museo Arcos, la Provincia di Benevento ha approvato la programmazione 2017

11:24:17 2338 stampa questo articolo
Museo ArcosMuseo Arcos

Il progetto, curato e realizzato dal dott. Ferdinando Creta, consta di cinque titoli per altrettanti eventi.

Claudio Ricci presidente della Provincia di Benevento ha approvato la programmazione delle attività espositive presso il Museo Arcos per l’anno in corso. Il progetto, curato e realizzato da Ferdinando Creta, consta di cinque titoli per altrettanti eventi e cioé: 1) “Km O: Bologna-Londra incontra Benevento” - Mostra fotografica di Anna Rosati, Vittoria Amati e Azzurra Immediato; 2) “Rosaria Matarese” - Antologica dell’artista napoletana; 3) “Scetateve guagliune ’e malavita/”, mostra del Gruppo neoavanguardista napoletano di Documento Sud;4) “I Bugli ” - Mostra confronto tra generazioni Enrico e Carlo, padre e figlio; 5)“Streghe stregate” - Collettiva di 21 artiste.

Dopo i positivi riscontri delle attività espositiva dal 2013 ad oggi, con la realizzazione di mostre di livello internazionale, continua dunque la collaborazione a titolo gratuito tra la Provincia ed il dott. Creta per iniziative espositive al Museo Arcos. La programmazione correttamente calendarizzata, al fine di consentire ulteriori iniziative curate direttamente della Provincia, si avvale dell’apporto di sponsor tecnici, ed ha l’obiettivo di conseguire la promozione culturale, turistica e quindi economica del territorio.

Questo il dettaglio delle mostre per il 2017.
“Km O Bologna/Londra incontra Benevento”: Mostra fotografica di Anna Rosati, Vittoria Amati e Azzurra Immediato su Bologna, Londra e Benevento, una visione parallela e divergente del proprio quartiere e della propria città, che si presta ad essere anche grado 0 di una più ampia ricerca antropologica, dal 20 gennaio al 12 marzo 2017. Direzione Artistica Ferdinando Creta, cura scientifica Azzurra Immediato.-

“Rosaria Matarese”: Antologica dell’artista napoletana che " agisce in piena sintonia con il gruppo di Linea Sud costruendo "opere aperte" (o "praticabili" secondo la definizione di Mario Persico) che sottolineano l'indeterminazione tra creazione artistica, intervento del fruitore e rifiuto del quadro come campo iconico chiuso. Una prima analisi riassuntiva delle sue esperienze avviene nel 1975 con la mostra "L'avanguardia a Napoli, 1945-1972" presso la galleria Schettino, con un corposo catalogo a cura di Luciano Caruso. In questi "praticabili", che Matarese definisce anche "strutture modificabili", sono inseriti foto, disegni, scritte di tipo erotico o politico, secondo l'influsso marcusiano dell'"Eros e civiltà", che ipotizzava una "società non repressiva", nella quale all'insincero consumismo facesse seguito la felicità di un Eros ritrovato [...] dal 24 marzo al 14 maggio 2017. Curatore FerdinandoCreta.

“Scetateve guagliune ’e malavita”: La mostra prende spunto da Documento Sud, rivista fondata a Napoli nel 1959 da Luca (Luigi Castellano) Contre lo bon sens: per una Malavita artistica nel SUD, legata al gruppo neoavanguardista napoletano, riunitosi dapprima intorno ai pittori del Gruppo 58 (Mario Colucci, Lucio Del Pezzo, Guido Biasi, Bruno Di Bello, Sergio Fergola, Luca, Mario Persico, Franco Palumbo), poi apertosi al contributo di poeti, intellettuali e teorici d'avanguardia come Stelio Maria Martini e Luciano Caruso. Dal 1 giugno al 27 agosto 2017. CuratoriMassimo Bignardi e Francesco Creta.

“I Bugli ”: Mostra confronto tra generazioni: Enrico e Carlo Bugli, padre e figlio. Enrico Bugli (Napoli 1937) si forma a Napoli presso l’Accademia di Belle Arti. A metà degli anni Cinquanta frequenta proficuamente l’ambiente culturale avanguardista partenopeo ed entra in contatto prima con Lucio Del Pezzo, poi con Bruno Di Bello e quindi con il Gruppo 58 divenendo collaboratore della rivista «Documento Sud». Nei primi anni Sessanta realizza opere verbovisive e frequenta Eugenio Miccini e Lamberto Pignotti. Conosce in questo periodo artisti come Diodato, Pascali e Della Casa, mentre si allontana progressivamente dall’ambiente di «Linea Sud», che prosegue il lavoro di Luca e dei pittori del Gruppo 58. Non smette però di collaborare con Luciano Caruso e Stelio Maria Martini, che pure parteciparono ai lavori della rivista. Con i due artisti Bugli realizzerà uno dei fogli della rivista di affiches «continuum».
In questi anni, sempre col gruppo di continuum, realizza dei film sperimentali (L’enorme tragedia del sogno 1970; La ricerca del tempo presente 1970; La ricerca dell’ideale 1973; Su quel sasso c’era scritto 1973; Modificazione e alterazione 1973; Ritualismus, con la collaborazione di Gallina e Miracco, 1975; Distruzione letteraria, con la collaborazione di Gallina, 1976). Nel 1973 Luciano Caruso gli dedicherà la celebre monografia Bugli o dello sbaglio programmato. La prima personale è del 1963 (Saletta del Fiorino, Firenze). Negli anni esporrà in importanti personali come quella del 1965 a Genova, presso la galleria La Carabaga, e collettive, come quella di Napoli del 1966, con Matarrese, Diodato e Morelli dal titolo L’arte è un gioco. La frequentazione del Gruppo 70, infine, darà modo a Bugli di partecipare all’happening “Luna Park”, e, dopo lo scioglimento del gruppo, di collaborare con il Centro “Tèchne” di Eugenio Miccini. Dal 15 settembreal 10 dicembre 2017. Curatore Ferdinando Creta.-

“Streghe stregate”: Collettiva di 21 artiste, selezionate una per regione d’Italia, a documentare lo stato dell’arte sull’intero territorio nazionale, sul tema della donna strega. Dal 21 dicembre 2017 al 30 gennaio 2017. Curatori di Ferdinando Creta e Massimo Bignardi.



Articolo di Mostre / Commenti