Vicenda stipendi in nero a Foggia. Il legale di De Zerbi: "Assoluta estraneita' rispetto a fatti contestati"

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Le precisazioni del legale del tecnico del Benevento: "Tengo comunque a rimarcare la sua assoluta estraneità rispetto a fatti contestati, avendo egli ricevuto ogni forma di elargizione retributiva in forma ufficiale, attraverso regolare bonifico bancario".

A minare la prima gioia stagionale del Benevento, era stata la notizia apparsa sui maggiori quotidiani nazionali e agenzie di stampa che riportavano quanto contenuto nell’ordinanza del gip del Tribunale di Milano, G. Fanales, in merito ad una inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Milano che ha portato in carcere il vicepresidente onorario del Foggia Ruggiero Massimo Curci. L’ipotesi di reato è quella di auto riciclaggio. La vicenda però tocca il benevento solo di riflesso, perché il club giallorosso non c’entra nulla con questa inchiesta.

Stando a quanto riportato, secondo il gip Giulio Fanales contestava una serie di reati di natura fiscale e del denaro che sarebbe stato utilizzato “per il pagamento in nero degli stipendi di calciatori e allenatori”.

Nel mirino degli inquirenti anche alcuni appunti che riportavano i nomi di alcuni tesserati o ex tesserati del Foggia. In questo elenco come riportato da numerosi organi di stampa era finito il tecnico del Benevento, Roberto De Zerbi, – ex trainer dei dauni tra 2014 e il 2016 -, il suo vice Possanzini e l’attuale attaccante dei giallorossi Iemmello.

La Repubblica riporta: «Tutti i giocatori sentiti e anche De Zerbi (che ha risposto con un "no comment" a chi lo ha interpellato) hanno negato di aver preso soldi in nero. Ma nessuno, sostiene ancora il giudice, è stato "in grado di fornire alcun tipo di spiegazione di fronte agli appunti" trovati al fratello di Curci».

Già ieri sulla vicenda si era espresso il Foggia che in una nota a firma del presidente Lucio Fares e dei soci Fedele Sannella e Franco Sannella aveva fatto sapere che: “avendo appreso da notizie di stampa dell’arresto dell’ex socio sig. Massimo Curci, nel ribadire la propria completa estraneità alle vicende giudiziarie che lo riguardano, precisa che lo stesso non riveste alcuna carica all’interno dell’organigramma societario e che la menzione dello stesso quale vicepresidente onorario ha valore meramente simbolico in virtù del ruolo avuto nel passato”.

Oggi a parlare, attraverso il suo legale, è Roberto De Zerbi, che dice di non essere «mai stato ascoltato dagli inquirenti, né in qualità di persona informata dei fatti, né in nessun’altra veste».

Questa in maniera integrale la nota dell’avvocato Marcello D’Onofrio. «Scrivo la presente in nome e nell’interesse del sig. Roberto De Zerbi, presso il mio studio elettivamente domiciliato ai fini della presente, per contestare il contenuto delle affermazioni riprese in questi giorni da taluni organi di stampa, secondo le quali il mio assistito, ai tempi in cui risultava tesserato del club Foggia Calcio, avrebbe percepito compensi in forma non ufficiale. A tal uopo, significo che il sig. De Zerbi ha appreso con stupore dell’esistenza di tali vicende riguardanti la propria persona direttamente dalle citate fonti giornalistiche, non essendo mai stato ascoltato dagli inquirenti, né in qualità di persona informata dei fatti, né in nessun’altra veste. Tengo comunque a rimarcare la sua assoluta estraneità rispetto a fatti contestati, avendo egli ricevuto ogni forma di elargizione retributiva in forma ufficiale, attraverso regolare bonifico bancario. Pertanto ogni tentativo di infangare il buon nome e la reputazione del sig. De Zerbi sarà fermamente opposto e perseguito in ogni sede». 



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