Fortorina ferma mentre avanza il 'progetto Ziccardi'. Sindaci pronti, pressing in Regione

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Il geologo Eliseo Ziccardi. Foto 'Il Quaderno.it'Il geologo Eliseo Ziccardi. Foto 'Il Quaderno.it'

"Un milione e mezzo di euro, per effettuare le indagini ed il progetto esecutivo. Poi accelerare i tempi affidando lo studio geologico all'Università del Sannio". Il "progetto" Ziccardi prosegue, anche se a fari spenti. A comunicare le ultime novità a "Il Quaderno.it", è stato proprio il geologo in questione, Eliseo Ziccardi, dal suo studio di Foiano. Argomento in questione non è la "Fortorina" (dove i cantieri per lo svincolo di S.Marco dei Cavoti sono fermi da tempo ed il completamento per S.Bartolomeo in Galdo è sempre più una chimera considerando che la Regione Campania non ha ancora versato il suo contributo economico neppure per il secondo lotto) ma il percorso alternativo che la maggior parte dei sindaci dei comuni in questione, hanno preso a cuore "anche perchè l'attuale percorso della Statale 212 sfiora solamente i comuni del Fortore". Firmate le delibere, il geologo ed il gruppo di sindaci, si dicono pronti a prendere di petto i prossimi ostacoli, lavorando su diversi aspetti.

DELIBERE COMUNALI OK, MA C'E' CHI NON SUPPORTA IL PROGETTO
Andiamo con ordine: il progetto è stato concretamente preso in consideazione nel settembre 2012 quando, in tempi non sospetti, una larga fetta di sindaci fortorini, si riunì, assieme al geologo, al Municipio di Molinara per far fronte comune e vagliare la proposta. "Il Quaderno.it" era presente a quella lunga riunione (leggi qui) dove emerse la volontà comune di "disconoscere" l'attuale e costoso tratto in costruzione e credere alla realizzazione del valico di 9 km in grado di tagliare il territorio montano, ridurre i tempi di percorrenza dei vari comuni della valle e "risolvere oltre il 60% della viabilità zonale" così come ci ha assicurato Ziccardi: "Un progetto molto meno costoso e studiato nei minimi dettagli - ha ribadito al nostro portale - in grado di risolvere diverse problematiche (come l'emergenza neve o la captazione degli acquiferi insediati nelle calcareniti in grado di risolvere la carenza d'acqua dei comuni)". Lo studio di fattibilità del passante di valico appenninico "Passo Casone Cocca - ex SS 369" interesserebbe i territori di S.Marco dei Cavoti, Molinara (quasi l'80%) e Foiano Valfortore. Il geologo, una volta illustrato il progetto, chiese la fiducia dei sindaci con azioni amministrative concrete e condivise, presentando le delibere: "Avevo auspicato tempi stretti almeno per questo primo passaggio - ha ammesso il geologo - così non è stato ma, grazie anche al coordinamento del sindaco di Molinara, Giuseppe Addabbo, ci siamo riusciti". Ed ecco la "carta delle adesioni" dei comuni interessati al Passante di Valico "Passo Casone Cocca". Sul tavolo di Ziccardi le delibere di Molinara, Foiano Valfortore, Baselice, Montefalcone Valfortore, San Bartolomeo in Galdo, Castelfranco in Miscano, Castelvetere, Ginestra degli Schiavoni e quella, rilevante, della Comunità Montana del Fortore. Nessuna adesione dai sindaci di Pietrelcina, S.Giorgio la Molara, Pesco Sannita, Fragneto L'Abate mentre dal Comune di S.Marco dei Cavoti è arrivata risposta negativa: "Un atteggiamento che non capisco e che lascia molta amarezza - ha commentato - perchè così non si ragionerà mai come comprensorio. Quello che mi lascia maggiormente perlplesso è l'atteggiamento del Comune di Pietrelcina perchè, con la creazione dell'arteria, andrebbe a beneficiarne proprio il paese natale di S.Pio, con un collegamento importante tra Pietrelcina e S.Giovanni Rotondo". Il resto lo aggiungiamo noi: San Marco dei Cavoti e Pesco Sannita hanno la strada bella e pronta (statale 212), San Giorgio la Molara segue ancora la chimera della Fondovalle del Tammaro (collegamento con la 90bis) con il sindaco Paragone che convocò in Municipio addirittura il consigliere regionale Sergio Vetrella in una riunione che si concluse con un nulla di fatto. Egoismi e tornaconti personali a parte, l'adesione ottenuta è più che sufficiente per passare alla seconda fase: convincere la Regione Campania alla riclassificazione dell'arteria anche perchè, nel giugno 2014, le Provincia di Benevento cesserà di esistere con la fine della fase di commissariamento: "Ormai la Rocca dei Rettori non ha più peso - ha rimarcato Ziccardi - dunque è importante ridiscutere la competenza della strada 369: rinominarla statale con la sorveglianza e la manutenzione dell'Anas e dunque lanciarla nell'orbita della Regione Campania". Si tratta di un vero e proprio scoglio politico da superare. Contemporaneamente si studia il miglior modo di fare pressing a Roma: il gruppo di sindaci forse attenderà qualche settimana per capire la reale durata del Governo Letta, poi chiederà ufficialmente un incontro con il Ministero delle Infrastrutture (in particolar modo con l'ufficio di Divisione 2) e quello alle Attività Produttive, e con il vertice tecnico dell'Anas "coinvolgendo anche il ministro De Girolamo ed il parlamentare De Caro". Poi lo sfogo: "Gli amminstratori locali si sono attivati - ha amesso Ziccardi - ma dalla Provincia a salire vedo solo interesse marginale. Per credere realmente nel progetto ci vuole grande entusiasmo e seguito dell'iniziativa".

ECCO DOVE PRENDERE I FONDI: ACCORDO PROGRAMMA E RIBASSO D'ASTA
Casone Cocca è il punto più alto della provincia sannita, una zona di confine impervia nei mesi invernali ma di fondamentale importanza per il traffico veicolare. Attualmente per collegare i vari paesi, i cittadini usufruiscono di una struttura viaria di 19 km, una vera strada di montagna, con molte curve e tortuosa che presenta le insidie di sempre (strade dissestate, condizioni meteo avverse nella maggior parte dei mesi). Una strada, simbolo di quello che è l'isolamento della Valle. Il progetto di Ziccardi, come ribadito, propone un passante di valico di nove km (a fronte dei 19 km di montagna attuali) con una galleria di 1800metri, un viadotto di 4mila metri e tre svincoli. Un progetto che non andrebbe a creare problemi di natura geologica (tettoniche o faglie) e non andrebbe ad intaccare i campi eolici esistenti e le risorgenze acquifere motivi per cui gli altri due progetti presentati sono stati bocciati. Costo dell'opera? 98milioni di euro più Iva al 21%: "Occorre in tempi brevi - ha poi dichiarato il geologo al nostro portale - che venga fatto lo stralcio di questo lotto dal progetto generale che costa in tutto 520milioni di euro a fronte del costo del nostro progetto di valico". E secondo quanto afferma Ziccardi parte dei fondi già è disponibile: "Ci sono 30milioni di un Accordo di Programma con Protocollo siglato da Anas, Provincia di Benevento e Regione Campania - ha aggiunto - e 6milioni e 300mila che sono fondi recuperati dalla Finanziaria 2007. Ci sarebbero poi da recuperare il fondo del ribasso d'asta "Mosti-S.Marco dei Cavoti" e dovrebbero rimanere circa 40 milioni di fondi per un totale di 76milioni di euro: potrebbero essere fondi di "spalla" raddoppiati con fondi Fas per raggiungere addirittura una somma superiore di quella che serve (oltre 130 milioni di euro). Ora valutiamo che per fare il passante di valico sono necessari 98milioni compresi di Iva al 21%, ci rendiamo conto che non è più un problema tecnico o una valenza negativa di benefici o finanziamenti. L'Anas ha riconosciuto il progetto del passante di valico inserendolo in quello generale tuttavia allo stato attuale ha delle preoccupazioni su questa valenza di benefici". Un progetto sostenuto non solo dai sindaci: "Anche diverse strutture ricettive della zona, in special modo agriturismi, hanno saputo dell'iniziativa e stanno prendendo posizione".
Gaetano Vessichelli

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