'Telecamorra', basta accendere la tv e cantare con i neomelodici: Il libro denuncia di De Pascale

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Una melodia a base di pistole, con testi che parlano di malavita, rispetto tra i clan e spaccio di droga: l'incontro tra musica e camorra in prima serata, nella tua televisione. E' questo che racconta Alessandro De Pascale con "Telecamorra. Guerra tra i clan per il controllo dell'etere". Un libro molto articolato, pieno zeppo di dati, numeri e nomi, un vero e proprio racconto-inchiesta dopo quattro anni di ricerche fatte sul campo. Il giovane scrittore partenopeo ha presentato il suo lavoro oggi a Benevento, agli studenti dell'istituto alberghiero "Le Streghe - Marco Polo" di via S.Colomba in occasione della nuova edizione de "La Settimana della Legalità" organizzata da Sanniopress Onlus.
La malavita si è resa conto che radio e televisioni possono essere un'occasione ottima per riciclare danaro sporco o giustificare capitali illegali: "La malavita è, in larga maggioranza, l'unica impresa privata a non avere problemi di liquidità - ha sostenuto ai giovani studenti De Pascale - ed ecco che investono sui canali d'informazione. Tutto questo crea un indotto e tanti posti di lavoro, come quando un clan investe su un'agenzia di spettacoli. Attraverso il ricatto morale la criminalità organizzata crea consenso, attraverso le emittenti i boss hanno il controllo delle loro malefatte, bloccando di fatto l'informazione locale". Così si viene a conoscenza che un capoclan del napoletano è in grado di gestire un patrimonio di frequenze in Campania, superiore a quello della Rai. Tutte frequenze sradicate allo Stato, sanate dalla legge sul digitale terrestre e dalla precedente legge Mammì, per un valore di quasi 500 milioni di Euro: "A questo bisogna aggiungere - ha affermato De Pascale - che in Campania non è mai esistito un catasto delle frequenze e, naturalmente, questa situazione non ha aiutato di certo nessun tipo di controllo. Così i boss e la criminalità organizzata "occupano" svariate frequenze private ed oltre a controllare l'informazione locale, lanciano il "business" del cantato neomelodico conquistando così una grossa fetta di ascolti degli amanti del genere: ci sono canali che, tra videoclip e performance televisive, ricordano canali musicali com Mtv, Virgin o Rock Tv, però, al posto di Radiohead o Coldplay trovi i video del neomelodico di turno. Con il conseguente riciclaggio di danaro sporco dove piccolissime emittenti televisive hanno a disposizione un condominio intero con studi e scenografie degne del Tiburtino o di Cinecittà e dove la vendita degli spazi pubblicitari è, di conseguenza, il pizzo chiesto ai commercianti: "Inoltre sono in grado di trasmettere messaggi cifrati - ha puntualizzato De Pascale - ai detenuti o fare campagna elettorale per i candidati appoggiati dai boss". Tanto coraggio per questo giovane autore e intimidazioni che, puntualmente, sono arrivate.
Gae.Vess



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