Centri Sociali, Casarini: "A Mastella termini come autogestione, beni comuni, non gli entrano in testa"

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Luca Casarini, foto profilo fbLuca Casarini, foto profilo fb

Luca Casarini è il terzo esponente di spicco della sinistra che si schiera "a difesa" del Depistaggio e del "L@p Asilo31".

“In queste ore il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, sta conducendo una vera e propria crociata contro due spazi sociali storici e ben presenti con le loro attività a rendere meno desertico il contesto sociale della città. Il centro sociale Depistaggio, che ho avuto l'onore di frequentare tanti anni fa e tanti movimenti orsono, e il Lap Asilo 31”.

Comincia così l’intervento di Luca Casarini storico leader del movimento no Global e delle “tute bianche” che nel 2001 diventarono “Disobbedienti” ed esponente della sinistra movimentista oggi nella direzione nazionale di Sinistra Italiana che interviene in merito alle vicende che negli ultimi giorni stanno interessando i due centri sociali del capoluogo sannita: il Depistaggio ed il L@p Asilo31.

“Ora – aggiunge Casarini – io non posso credere che un politico navigato come Mastella, ricorra alle banali strategie della creazione del nemico interno, per tentare di occultare i veri e drammatici problemi della città che amministra. Invece di ringraziare il cielo dell'esistenza di realtà sociali che animano un minimo un territorio altrimenti votato alla morte cerebrale, invece di evolvere il sindaco almeno a democristiano 2.0, e assumere il dato della modernità come traguardo ormai oltrepassato, e finalmente chiuso il medioevo e la caccia alle streghe, il sindaco Mastella tenta di rifugiarsi nel buio e nel passato. Termini come autogestione, beni comuni, pratiche di rigenerazione urbana, mutualismo, autorganizzazione, solidarietà, proprio non gli entrano in testa, o almeno cosi sembra visto il suo sforzo, deleterio, per tentare di chiudere queste esperienze che invece ne fanno pratica concreta. Non mi venga a dire il sindaco Mastella, che il suo faro è la legalità: sarebbe troppo facile usare la sua biografia politica e anche giudiziaria per pronunciare il fatidico ‘da che pulpito viene la predica’. Ho conosciuto Clemente Mastella quando era ministro, fatto fuori tramite avvisi di garanzia, e poi in seguito, in qualche occasione televisiva. Mi sbandierava sempre il fatto che lui era un ‘garantista’, uno con una cultura aperta, e per questo era stato espulso dai salotti buoni, quelli del potere che conta. Come si dice in questi casi sarebbe stato villano non credergli per pregiudizio. Ma forse intendeva ‘garantista’ con chi mi fa comodo, e forse intendeva anche che l'unica maniera di rientrare nei salotti buoni era quella di farsi assumere come maggiordomo. Non so. Certo che quegli spazi sociali che oggi lui attacca, potrebbe invece studiarli. E imparare come si può vivere in un deserto e sognare un futuro possibile, lottando per i diritti di tutti, amando la propria terra. Eh si, il sindaco Mastella potrebbe anche imparare cos'è la dignità”. 

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