Ragazze imbavagliate e legate, i genitori malmenati. Il sindaco: "Atto vile"

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Mani legateMani legate

L'intervento del primo cittadino di Frasso Telesino, dopo la brutale rapina verificatasi nella tarda serata di ieri.

Attimi interminabili, scene da film in stile arancia meccanica, quelli vissuti ieri sera da quattro ragazze – una era in casa, le altre sono state bloccate al rientro – a Frasso Telesino che si trovavano in casa quando all'improvviso dei banditi – probabilmente stranieri, tutti a volto coperto e armati – hanno fatto irruzione nella villa di un medico a due passi dal centro. (leggi qui)

I rapinatori le hanno legate e imbavagliate e rinchiuse in una stanza mentre poi hanno cominciato a mettere a soqquadro l’abitazione alla ricerca di contanti e oggetti di valore. Proprio mentre erano intenti nello svaligiare la casa, il papà di una delle ragazze sequestrate ha bussato perché era pronto a riportare la figlia a casa dopo la serata a cada dell’amica. Lo hanno fatto entrare e lo hanno immobilizzato mentre la moglie, con il passare dei minuti, preoccupata dall’assenza del marito è andata anch’essa verso la casa.

Ad avere la peggio è stata proprio la donna, colpita alla testa probabilmente con il calcio della pistola e poi soccorsa e trasportata al Rummo. Solo all’ora, vista anche l’impossibilità di forzare la cassaforte, i banditi se la sono date a gambe. Attimi di terrore puro, terminati quando le vittime sono riuscite a liberarsi e a dare l’allarme.

IlQuaderno.it ha raggiunto il primo cittadino del centro telesino sensibilmente scosso, così come tutta la comunità da quanto accaduto. “Una cosa gravissima – ha commentato Giuseppe Di Cerbo - e purtroppo la gente si sente indifesa. Prendere in ostaggio delle ragazzine è un atto criminoso vile, nemmeno i barbari avrebbero fatto una cosa del genere”.

Poi Di Cerbo ci tiene a sottolineare come l’azione il Comune fosse all’opera per l’installazione di videocamere sul territorio: “Come amministrazione – ha aggiunto – avevamo provveduto a fare un progetto di videosorveglianza purtroppo in fase di stallo perché la minoranza si è opposta. Il progetto prevede l’installazione di 10 telecamere su tutta area del comune che poteva rivelarsi un piccolo deterrente. Il progetto però ripartirà a breve e speriamo di concluderlo nel corso della prossima settimana”.

“Ho già espresso – ha poi continuato – tutta la solidarietà e la vicinanza mia e della cittadinanza alle famiglie coinvolte, ho anche offerto aiuto per le ragazze, questi sono quei casi della vita che ti segnano ed essere sottoposti a sequestro a quell’età è una cosa bruttissima”.  Poi l’appello: “A Frasso è presente un presidio dell’Arma ma loro da sole, le forze dell’ordine non bastano, tutti abbiamo il dovere di collaborare. Se vedete qualcosa che non va, vi accorgete di stranezze: segnalate”.



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