La protesta dei fortorini: 'Psaut trappola. S.Bartolomeo ha bisogno di un ospedale non di spot elettorali'

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nella foto de 'Il Quaderno.it' ecco come si presenta il saut di Foiano Valfortore dal 13 febbraio 2013nella foto de 'Il Quaderno.it' ecco come si presenta il saut di Foiano Valfortore dal 13 febbraio 2013

"Siamo delusi? Secondo lei? Solo un grande spot elettorale, un'apertura ad orologeria e non si sono neppure resi conto che, così facendo, hanno peggiorato la situazione". Ieri l'inaugurazione in pompa magna del Psaut di San Bartolomeo in Galdo, tra sorrisi e un leit motiv: "Dopo 50 anni abbiamo ridato dignità alla comunità fortorina". Basta spostarsi di soli quattro chilometri e constatare, come spesso accade, che a riflettori spenti la realtà è un'altra. Foiano Valfortore, poco più di un migliaio di abitanti, comune sannita collocato nel bel mezzo della vallata: "Proprio per questo motivo dovremmo essere un punto di snodo del Fortore - ci fa notare un anziano del posto - siamo in posizione baricentrica anche se è vero che siamo penalizzati dalle strade e dai collegamenti". Se a San Bartolomeo in Galdo si festeggia l'apertura del Psaut, a Foiano si decreta la chiusura del Saut: "Stamattina hanno messo i sigilli, il personale è stato spostato a San Bartolomeo. Non abbiamo più nulla". Non si parla d'altro nei bar o in piazza S.Giovanni dove fanno capannello un nutrito numero di pensionati. La verità è che l'apertura del Psaut non è andata giù a nessuno, ma i foianesi non vogliono certo puntare il dito contro gli abitanti di San Bartolomeo in Galdo: "Ci mancherebbe! - esclama un 50enne del luogo - i nostri vicini meritano ben altro però. Il Psaut è una farsa bella e buona, hanno combinato un papocchio, si sono fatti l'autogol". Cerchiamo di capire qualcosa in più: "Il problema viene dal Piano Regionale Sanitario (giugno 2009) - ci spiega un altro residente attirato dalle lamentele degli anziani - che è sbagliato e non tiene conto delle esigenze del territorio. Il Psaut, a distanza di chilometri da un ospedale vero e proprio può trasformarsi in una vera e propria trappola. Metti caso che un abitante di Montefalcone si sente male e chiama i soccorsi, parte l'ambulanza dal Psaut, va a prelevare il paziente, poi se prende atto dopo una cura che l'uomo ha bisogno di un ricovero in ospedale, cosa fa? Va a Benevento e, dunque, torna indietro, perdendo tempo prezioso e percorrendo strade dissestate quando c'è un ospedale a 15 minuti da San Bartolomeo, per la precisione a Lucera, che si raggiunge facilmente". Perchè non andare direttamente a Lucera dunque? "Perchè è in provincia di Foggia, ed il Piano Regionale Sanitario prevede che l'ospedale di competenza è quello di Benevento. Molto meglio, a questo punto, affidarsi alla Misericordia che è dotata di mezzo di soccorso per raggiungere la più vicina Lucera". Insomma, si rischia di non fare affidamento al Psaut di San Bartolomeo, ma affidarsi ai volontari. In questo modo la nuova struttura rischia di venire buona solo per futili medicazioni: "E non era meglio, a questo punto - mi fa notare un'altra persona - tenere in vita i Saut? San Bartolomeo in Galdo ha bisogno di un ospedale vero e proprio, oppure di un Saut". In pratica, secondo gli abitanti di Foiano Valfortore, il papocchio è l'apertura del Psaut. La differenza tra i due presidi sanitari è la seguente: il Saut è un servizio di assistenza ed urgenza territoriale , mentre il Psaut è per l'attività di primo soccorso ambulatoriale territoriale. Ecco perchè i foianesi parlano di trappola: secondo il loro ragionamento la struttura comporterebbe dei rischi, per i pazienti in primis ma anche per gli operatori. Un cittadino, in pratica, si sente male e si reca al Psaut ignorando però che la struttura in questione non è un Pronto Soccorso, non è dotata di un cardiologo, di un rianimatore, di un radiologo e, sopratutto, non c'è la sala operatoria: si rischia di perdere tempo prima di giungere in una struttura sanitaria appropriata, cioè a Benevento. Con il Saut questo iter non è previsto. Ecco il paradosso.

LA CURA: SPOSTARE I MEDICI DI BENEVENTO IN ZONA. DAL PDL MOSSA ELETTORALE
Messaggio recepito insomma, ma quale può essere la soluzione? Come già anticipato dal sindaco di Molinara, Giuseppe Addabbo che si recò assieme ad altri primi cittadini lunedì scorso al Palazzo del Governo di Benevento, una scelta plausibile dell'Asl e del direttore generale Michele Rossi, poteva essere quella di dotare anche San Bartolomeo di un Saut o lasciare quello esistente a Foiano Valfortore, oppure, spostare dodici medici dal presidio di Benevento (ritenuti superflui per la città capoluogo che può contare su due ospedali con rispettivo Pronto Soccorso) da trasferire nel Fortore e non "sacrificare" i dodici medici del Saut appena chiuso: "Siamo pieni di problemi - hanno assicurato gli anziani in piazza S.Giovanni - ma questo servizio, paradossalmente, ha sempre funzionato. Tante volte è stato decisivo per la nostra salute, anche per molti di noi che ora sono qui a discutere". No alla guerra tra poveri però: "Abbiamo massimo rispetto per i sanbartolomeani - hanno assicurato i "vicini" di casa - e meritano una grande struttura sanitaria. L'inaugurazione del Psaut è una farsa, fatta dal Pdl in piena campagna elettorale. Anche lo spostamento della guardia medica a Castelfranco in Miscano, dove c'è un sindaco candidato con il Pdl, è campagna elettorale. Chi non conosce bene la situazione e non abita qui leggerà sui giornali che è stato aperto l'ospedale a San Bartolomeo in Galdo dopo 50 anni. Non è così, hanno inaugurato una struttura dotata di una sola ambulanza, decentrando i servizi di soccorso. Avete idea di cosa significa per noi superare la montagna per raggiungere Benevento? Il valico Casone Cocca è di difficile accesso, specie nei mesi invernali. Dall'altra parte, grazie all'Amborchia, possiamo raggiungere un ospedale vero e proprio in poco tempo. Non ci resta che affidarci alla....Misericordia". Attendiamo le prime settimane di gestione del Psaut per capire se le cose sono cambiate in peggio.
Gaetano Vessichelli

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