Alta Capacita', interessati vigneti di pregio. Coldiretti: "Confronto sugli espropri"

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Gennarino Masiello, presidente Coldiretti CampaniaGennarino Masiello, presidente Coldiretti Campania

L'Alta Capacità Napoli-Bari tocca anche zone agricole di alto pregio, per questo Coldiretti invoca un confronto aperto su espropri e impatto paesaggistico.

“La realizzazione di un’opera ferroviaria fondamentale per l’interconnessione delle aree interne con Tirreno e Adriatico rappresenta una grande occasione per la Campania, ma la fase di attuazione va accompagnata con un forte lavoro di concertazione sui territori. In particolar modo nelle aree vitivinicole dell’Irpinia e del Sannio”. È la riflessione che Gennarino Masiello, vicepresidente nazionale di Coldiretti, affida all’attenzione delle Istituzioni in merito al progetto dell’Alta Capacità Napoli-Bari che tocca in particolare zone agricole di alto pregio.

“Sono due i temi su cui Coldiretti chiede di alzare il livello di attenzione – sottolinea Masiello – nell’ottica di una collaborazione fattiva al buon esito degli investimenti".

Anzitutto c’è il tema degli espropri lungo la tratta, che tocca in particolare i vigneti sanniti e irpini. Quello che andrebbe evitato per Coldiretti è un approccio parcellizzato, con fughe solitarie nei rapporti con RFI Spa. Questo non vale solo per i ristori, ma anche per le compensazioni a vantaggio dei Comuni.

"Senza una visione di insieme - ammonice Masiello - rischiamo di perdere l’opportunità di una strategia coerente di marketing territoriale. Una strada efficace ed in grado di semplificare le tempistiche è la concertazione per macro aree, come ad esempio sta cercando di fare la Provincia di Avellino. In questa vicenda occorre trovare il punto di convergenza tra pubblico e privato, che non può coincidere con il singolo tratto. Sarebbe un controsenso, visto che la ferrovia ha l’obiettivo di unire. C’è poi il tema del paesaggio e della mitigazione dell’impatto ambientale. Una scelta funzionale ed estetica deve essere condivisa da un intero territorio, proprio perché esso rappresenta il valore aggiunto per le nostre eccellenze agroalimentari e per un turismo sostenibile legato a percorsi culturali”.



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